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Noi di Studenti Per, come sindacato studentesco ci proponiamo di affermare il diritto per gli studenti ad avere un numero adeguato di alloggi pubblici ed in generale il “diritto alla casa” come uno dei principali presupposti del diritto allo studio; cerchiamo di creare risposte concrete ai bisogni materali degli studenti. Pensiamo che il diritto allo studio debba essere garantito anche mediante la possibilità di risiedere nella città in cui si studia.
Per raggiungere questi obiettivi rivendichiamo politiche di forte investimento sulla creazione di posti letto pubblici che incidano direttamente rispetto alla richiesta di alloggi, permetendo di aumentare il numero di posti assegnati, ed indirettamente sul mercato degli affitti privati calmierandone i prezzi.
Purtroppo la leggi finora promulgate che regolano la materia degli affiti non hanno sortito gli effetti desiderati. Per uno studente trovare un posto letto con contratto regolare, ad un prezzo ragionevole, è praticamente impossibile. Il numero di posto letto in strutture pubbliche rimane totalmente insoddisfacente rispetto alle richieste ed alle esigenze della popolazione studentesca e se confrontato con i dati degli altri atenei europei.
Studenti Per può aiutarti a tutelare i tuoi diritti. Qualunque tipo di problema tu abbia con il proprietario o con l’Azienda per il diritto allo studio, rivolgiti presso la nostra sede locale. Possiamo darti una prima consulenza, e con noi potrai farti assistere ed aiutare dal SUNIA nel caso in cui tu voglia procedere con una vertenza nei confronti del tuo proprietario: la tutela dei propri diritti passa innanzitutto dalla consapevolezza di essere un soggetto portatore di diritti che nessuno può permettersi di calpestare.
SONO DIVERSE LE STRADE CHE POTETE SCEGLIERE PER TROVARE UN POSTO DOVE DORMIRE:
1. Alloggi pubblici per studenti fuori sede
Il grande svantaggio è che coprono a mala pena il 2% degli scritti , meno del 10% del fabbisogno reale. Molto speso poi, le case dello studente si riducono a dormitori poco attrezzati e socializzanti.
Per ottenere l’alloggio dovete presentare la domanda all’azienda DSU della vostra università (attenzione alle scadenze!); quando compilate i moduli per la borsa di studio, richiedete anche quello per l’alloggio.
Dopo averlo consegnato, non vi resta che aspettare la pubblicazione delle graduatorie: ma c’è un problema! Le graduatorie provvisorie solitamente sono pubblicate una quindicina di giorni prima dell’inizio dei corsi per permettere di poter seguire l’attività didattica fin dall’inizio.Certamente non potete stare lí ad aspettare il responso, a Settembre diventa già difficile trovare casa qualora non risultiate poi vincitori della borsa. La cosa migliore è cercare casa nel mercato privato, attendendo, per la firma del contratto, l’esito della graduatoria per l’alloggio pubblico.
2. Mercato privato
È di certo la strada percorsa dalla maggior parte degli studenti fuori sede.
Ci sono 5 vie principali da percorrere per trovare casa:
- Rimboccarsi le maniche e spulciare le bacheche e gli annunci in facoltà, comprando anche i giornali immobiliari della zona.
- Le agenzie immobiliari: sviluppate principalmente nei grandi centri urbani svolgono un buon servizio ma ti salassano prendendo almeno una mensilità dell’affitto como provvigione…fate voi…
- Amici e conoscenti: magari qualcuno lascia una cosa: informatevi!
- Alcuni siti come affittistudenti.it e studenti.it
- Informatevi se l’Ente per il diritto allo studio del vostro ateneo o il comune assicurano un servizio di cerco-offro casa o di Informalloggio
- Informatevi subito presso la segretaria studenti sulla sede della vostra facoltà e del luogo dove si svolgeranno le lezioni del primo anno, cosí potrete scegliervi un appartamento ragionevolmente vicino all’università.
- Guardate bene i prezzi! Non fatevi ingannare da prezzi meravigliosamente bass, quasi sempre c’è l’inganno! Quindi non prendete nessun accordo a scatola chiusa e verificate sempre di persona, magari più di una volta per non lasciarsi sfuggire nulla.
- Informatevi sempre sul tipo di contratto che viene stipulato, se questo è registrato, qual è la scadenza, chi è l’intestatario e tutte le altre informazioni tecniche necessarie a tutelarvi.
- Essere uno studente-inquilino non significa avere solo dei doveri, ma anche diritti. È giusto che tu li conosca e ne imponga il rispetto.
MA ‘STE LEGGI?
Molti studenti che affittano le case subiscono le conseguenze della mancanza di un’adeguata forma di controllo sul mercato privato degli affitti. Capita sovente che lo studente fuori sede si veda imporre, senza potervi resistere, contratti irregolari, canoni altissimi e condizioni molto sfavorevoli. Tragica rimane poi la situazione di molte case. Spesso esse appaiono vecchie e in stato di degrado (a volte ci sono problemi addirittura per i riscaldamenti o di disponibilità di acqua calda, ecc). Questa situazione di diffusa illegalità, che costituisce peraltro una delle ragioni della profonda selezione per censo, può essere combattuta dato che da gennaio 1999 è in vigore una nuova legge sui contratti d’affitto, fatta proprio per tutelare le categorie più deboli come quella degli studenti fuori sede. Purtroppo questa legge è poco applicata.
Tutti i miti da stafare sul mercato degli affitti
1. Il mercato nero è vantaggioso…
… per il proprietario di casa, perchè non paga le tasse allo Stato Italiano.
FALSO! Così facendo commette due crimini: ruba allo Stato e a tutti i cittadini, sottrae agli affittuari i loro diritti di inquilini. Inoltre ci sono molti benefici fiscali per chi affitta in regola un appartamento. Egli ha trasgredito la legge e diviene di aver abitato in una casa e di aver corrisposto a un affitto in nero, il proprietario di casa non ha scampo: il ladro è solo lui.
… per gli studenti, che possono andare via in qualsiasi momento.
FALSO! Lo studente che paga in nero non può rivendicare alcun diritto a meno di non dimostrare che di fatto stia abitando in un determinato luogo. L’assenza di contratto non permette di avere un prezzo fisso da pagare per tutta la durata dell’affitto, non dà il diritto legale di pretendere l’ammodernamento o la riparazione delle strutture della casa. Se è imposibile dismostrare che lo studente abbia abitato in quella casa potrebbe anche voler dire che si può essere buttati fuori senza preavviso o senza motivo. La conclusione è che il mercato nero non è vantaggioso per lo Stato e i cittadini, perchè si perdono le imposte sull’affitto; non è vantaggioso per gli inquilin che perdono i loro diritti , non è vantaggioso per il proprietario di casa perchè da quel momento in poi deve avere timore di tutti gli inquilini a cui affitta, che potrebbero denunciarlo in ogni momento e perchè perde tutti i vantaggi fiscali che avrebbe utilizzando un contratto in regola.
2. Se pago un affitto in nero, sono colpevole davanti alla legge.
FALSO! Se questo fosse vero, allora un rapinato andrebbe in galera con rapinatore. Chi corrisponde un affitto in nero (cioè senza contratto registrato) è vittima di un abuso ai suoi danni, e in nessun modo le colpe possono ricadere su di lui.
(Attenzione! Se il contrato esiste, ma non è in regola, questo potrebbe ritorcersi contro l’affittuario)
Un altro caso può essere quello in cui il contratto è in regola, ma il proprietario di casa chieda più soldi di quelli pattuiti. Anche in quel caso, l’aver corrisposto una somma superiore a quella stabilita nel contratto è una truffa da parte del proprietario di casa, e va ostacolata in tutti i modi. Davanti alla legge, il colpevole è lui, davanti al giudice sarà tenuto a rimborsare tutte le somme corrisposte non pattuite.
3. Con l’affitto in nero senza contratto il proprietario può cacciare di casa l’inquilino quando vuole.
La legge prevede che in qualsiasi caso chi abita debba avere un minimo di preavviso, che può variare dai 2 ai 6 mesi e dipende sempre dal tipo di contratto. Inoltre la 431/98 prevede che lo sfratto non sia possibile se il contratto d’affitto non è registrato. Dunque, ammesso che abbiate modo di dismostrare il vostro status di inquilini, ancora una volta la legge è dalla parte di chi paga l’affitto.
StudentiPer ha partecipato con altri soggetti, rappresentanti di studenti, inquilini, proprietari, ESU; con la mediazione del Comune di Padova, alla stesura della convenzione sul contratto per studenti universitari, con il proposito di adattare le tutele previste dai contratti di affitto alle necessità degli studenti. È questo il contratto che vi consigliamo!
4. L’affitto aumenta ogni anno.
FALSO! La cifra da corrispondere al proprietario di casa è solo ed esclusivamente quella prevista dal contratto. Tutto ciò che si paga deve essere stato pattuito prima. In caso di variazione, si deve procedere al rinnovo del contratto.
5. Le spese di registrazione del contratto sono a carico dell’inquilino
FALSO! Le spese di registrazione del contratto vanno ripartite tra padrone di casa e inquilino.
6. Le spese di gestione di servizi interni alla casa sono a carico degli inquilini, tenuti a provvedere alle piccole manuntezioni dell’immobile e delle cose che fanno parte dell’arredo.
FALSO! Spesso il proprietario di casa cerca di far pagare allo studente le riparazioni o i lavori relativi alle strutture o ai servizi presenti dentro l’abitazione. La riparazione di elettrodomestici, impianti, mobilia già presente all’interno della casa è a carico del proprietario dell’abitazione nella maggior parte dei casi. In caso di acquisto di un elettrodomestico nuovo, in generale, la spesa non grava sugli affittuari, ammesso che il deperimento di quello esistente dipenda solo dalla normale usura.
Alcune forme di contratto sconsigliate
1. Il contratto è intestato a un solo studente, anche se nell’abitazione sono presenti altri studenti.
Questa tipologia di contratto mette dalla parte del torto lo studente intestatario, specialmente se nel contratto non è specificato che nella casa ci saranno altri inquilini, nè chi questi siano e come paghino l’affitto. Infatti in questa situazione lo studente intestatario diviene per la legge un trasgressore, che subaffitta altre stanze agli studenti. Dunque, la legge se la prende con l’intestatario anzichè col proprietario di casa, anche perchè dai pagamenti potrebbe risultare l’unico soggetto pagante.
2. Il contratto è intestato a un genitore di uno degli studenti che abitano a casa.
Questo tipo di patto può essere facilmente usato dal proprietario di casa come arma contro l’inquilino: infatti si potrebbe accusare il genitore di subaffittare stanze al figlio e agli altri studenti che sono nella casa, e con la minaccia di una sanzione potrebbe spingere gli inquilini ad andarsene dall’abitazione. La formula migliore è che ogni inquilino abbia un contratto individuale col proprietario di casa o comunque che nel contratto compaiano tutti gli inquilini. Se serve il genitore come garanzia del pagamento, esso può fare solo da garante ma non da intestatario, perchè non è lui che effettivamente vive dentro la casa. Bisogna tener presente che gli intestatari del contratto di locazione rispondono in solido (ciascuno per l’intero) del pagamento del canone e degli oneri accessori. Quindi, se uno dei due o più firmatari se ne va, chi resta deve pagare tutto l’intero canone e non può scalarsi la quiota di chi se n’è andato. Se subentra un altro studente al posto di chi lascia, a stretto rigore, se non c’è l’accordo scritto del padrone di casa, è un terzo estraneo e questa situazione può dare luogo ad una causa di risoluzione del contratto per inadempienza.
Per saperne di più…
Per informazini e contratti tipo: http://padovanet.it/dettaglio.jsp?tasstipo:E&tassidpadre=675&tassid=680&id=2526
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