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Aumento delle tasse. Un’alternativa più equa
Già dall’anno prossimo l’Università aumenterà le tasse agli studenti prevedendo un incasso aggiuntivo di circa 9 milioni di euro. L’aumento segue criteri di reddito e di merito infatti le fasce su cui verranno prelevate la maggior parte delle tasse sono quelle con ISEE sopra i 50mila euro(96,6% del totale) e sono previsti premi per gli studenti meritevoli.
Pur riconoscendo che la manovra dell’Università di Padova presenta un certo margine di equità, proponiamo dei miglioramenti che vanno a favorire le fasce medio-basse e assolutamente sostenibili sul piano finanziario, vantaggi per i redditi medio-bassi ancora più rilevanti se si considera che stiamo attraversando un periodo di grave crisi.
L’equità della manovra va misurata in due direzioni: i tagli all’università impongono sicuramente dei sacrifici, ma bisogna vedere qual è la distribuzione di questi sacrifici all’interno della comunità accademico, ossia quanto andrà a pesare sugli studenti, quanto sui docenti, etc.; inoltre bisogna valutare l’equità della manovra rispetto al peso che ha sulle varie fasce di reddito.
Per quanto riguarda il primo punto ci sarebbe davvero moltissimo da dire, in questi anni abbiamo assistito a incredibili sprechi nella gestione delle risorse dell’ateneo e la responsabilità di questi sprechi certamente non è degli studenti. Già dall’inizio del nostro mandato di rappresentanti abbiamo sempre posto osservazioni e dubbi su come venivano investiti i soldi dell’ateneo e da domani continueremo a farlo in modo sempre più insistente.
Il secondo requisito è però in parte rispettato e va nella direzione di far pagare alle fasce alte l’università a tutti quegli studenti che sono in una fascia bassa di reddito. Obiettivo che un sistema equo dovrebbe porsi.
L’equità della manovra va però pesata anche in relazione a quanto si fa pagare in più alle fasce alte ma soprattutto rispetto ai vantaggi e gli sgravi riservati alle fasce basse. Su questo si può fare davvero molto di più!
Le proposte toccano tutti gli aspetti della manovra: la revisione del reddito, del merito e il bando esoneri parziali e totali che si approva contestualmente alla definizione degli importi della contribuzione.
Le proposte sono le seguenti:
REDDITO
–>Estendere l’esenzione totale dalla contribuzione per reddito, innalzando la soglia massima a 22 mila punti ISEE e introducendo dei criteri di merito come condizione generale per l’esenzione: il conseguimento di 35 CFU al primo anno, 90 CFU al secondo anno, 145 CFU al II semestre del terzo anno (incremento di 10 punti dei requisiti richiesti per la borsa di studio)
–>Rimodulare la pendenza della nuova curva di contribuzione, in modo tale che il punto di intersezione con la vecchia curva – corrispondente all’inizio degli aumenti effettivi – sia collocato sui 30.000 ISEE e conseguentemente allargare la «fascia protetta» sino alla soglia di 23.500 ISEE.
MERITO
–>Mantenere l’attuale sistema premiale, ma aumentando il numero degli studenti meritevoli beneficiari al 15% e corrispondendo loro il medesimo «bonus» di 200€; introdurre contestualmente un «malus»di 200€ che penalizzi gli studenti fuori corso a partire dal terzo anno compreso.
–>Rendere noto all’inizio dell’anno accademico qual è stata la soglia di merito richiesta per accedere al premio.
BANDO ESONERI
RICONOSCIMENTO DELLA FIGURA STUDENTE-LAVORATORE (PRECARIO)
Il «Bando degli esoneri parziali e totali della contribuzione 2009/2010» determina la figura del cosiddetto «studente lavoratore» sulla base delle seguenti caratteristiche: «svolge un’attività lavorativa documentata e continuata da almeno un anno solare percependo un reddito da lavoro di almeno 6500€». La tipologia di studente delineata in tal modo, risulta essere in età media avanzata, con un lavoro stabile e perciò è prevista una riduzione della contribuzione pari al 10% dell’imponibile.
Si osserva tuttavia che una simile caratterizzazione non comprende lo studente che lavora per mantenersi agli studi ma le cui prestazioni lavorative sono precarie, occasionali, di breve durata, e non svolte continuativamente per almeno un anno solare. Questa rigidità impedisce un’efficace garanzia della fascia più debole e meno riconosciuta degli studenti lavoratori.
Dopo l’attuale formula di determinazione delle caratteristiche dello «studente lavoratore», introdurre nel Bando al quarto paragrafo la seguente formula: «oppure che svolgono attività lavorativa con contratti di lavoro subordinato a tempo determinato stipulati durante l’anno accademico in corso, con un impegno lavorativo non inferiore a 18 ore settimanali ovvero non inferiore a 600 ore l’anno e che abbiano un reddito non inferiore a 4200 euro (ossia 7 euro l’ora) la domanda va integrata con copia di contratti di lavoro o dichiarazioni dei datori di lavoro».
L’entità della manovra permette la sostenibilità finanziaria di tutte queste richieste che solo se accolte permetteranno di dare un parere favorevole alla manovra, che solo a questo punto potrà dirsi davvero equa e in grado di aiutare le fasce basse di reddito.















