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Ecco la lista dei candidati per Medicina e Chirurgia
Candidati alla Facoltà di Medicina e Chirurgia
Laura Frigo III anno Med1
Carlo Maria Andriulo III anno Med2
Agnoli Thomas I anno Med1
Alessandro Schiavo III anno Med1
Giulia Mormando III anno Med1
Davide De Nuzzo III anno Med2
Censi Simona III anno Med1
Nicolò Deotto III anno Med1
Enrico Andreuccetti III anno Med1
Nicolò Maria Rocco I anno Med1
Giulia Sattin Ostetricia
Tommaso Pettenuzzo IV anno Med1
Igor Raunis III anno Med1
Alice Mella III anno Med1
Candidati al Consiglio di Corso di Studi di Medicina e Chirurgia
Laura Frigo III anno Med1
Carlo Maria Andriulo III anno Med2
Agnoli Thomas I anno Med1
Alessandro Schiavo III anno Med1
Giulia Mormando III anno Med1
Davide De Nuzzo III anno Med2
Censi Simona III anno Med1
Nicolò Deotto III anno Med1
Enrico Andreuccetti III anno Med1
Nicolò Maria Rocco I anno Med1
Tommaso Pettenuzzo IV anno Med1
Igor Raunis III anno Med1
Candidati al Consiglio di Corso di Studi di Ostetricia
Giulia Sattin Ostetricia
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Art. 32 della Costituzione Italiana
Il medico deve mantenere il segreto su tutto ciò che gli è confidato o che può conoscere in ragione della sua professione; deve, altresì, conservare il massimo riserbo sulle prestazioni professionali effettuate o programmate, nel rispetto dei principi che garantiscano la tutela della riservatezza.
Art. 9 – Segreto professionale – Codice deontologico medico
La nostra Costituzione parla chiaro: chiunque necessiti di cure perchè indigente ha il diritto di riceverle.
Il codice deontologico,su cui ci appresteremo a giurare una volta laureati, è altrettanto palese nell’affermare come tutto ciò che avviene tra medico e paziente è, e deve restare,privato.
Il pacchetto sicurezza recentemente varato dal governo vorrebbe però che fosse proprio il medico a scagliare la prima pietra verso il suo assistito,se clandestino.
Dovrebbe essere il medico, secondo questa legge, ipotizzando una clandestinità basati non si sa bene su quali fattori (a meno che non debba essere lo stesso medico a compiere le indagini nel mentre con lo stetoscopio controlla i ritmi vitali), a compiere l’atto di delazione che porterebbe il soggetto ritenuto clandestino ad essere arrestato e subire la pena per, appunto, il reato di “clandestinità”.
A volontà del medico chiaramente. Nessuno obbliga alla pubblica denuncia di uno sconosciuto che entra in ospedale per trovare delle cure, inconsapevole che proprio lì dentro potrebbe cominciare il suo calvario.
Nessuno obbliga nessuno.
Ma se foste voi nei panni di un immigrato senza permesso di soggiorno, che si trova in stato indigente improvviso e doveste recarvi in un Pronto Soccorso per ricevere quelle cure mediche che la Costituzione Italiana assicura a tutti, come vi comportereste?
Entrereste senza porvi nessun problema, speranzosi in un medico coscienzoso e rispettoso del proprio giuramento che vi tratterà come qualsiasi altra persona, “lasciandovi andare” una volta ristabiliti?
O, più probabilmente, pensereste al rischio di essere denunciati e comincereste a sottostimare il vostro dolore, a pensare di trovare cure “alternative”, sicuramente più sicure ma sicuramente meno efficaci, o addirittura evitare qualsiasi intervento.
Finchè si tratta di un raffreddore, tutto passerebbe senza troppe conseguenze. Ma potrebbe essere qualcosa di più grave, qualcosa che se non trattato potrebbe diffondersi ed essere pericoloso per molte altre persone.
Ma potrebbe essere criticato quel “clandestino” per non essersi recato in ospedale, dove avrebbe sicuramente ricevuto cure, rischiando però di cominciare un personale inferno?
La comunità medica italiana in maggioranza è fortemente critica verso questa legge, e i delatori, se ci saranno, saranno ben pochi. Perfortuna
Rimane comunque l’atto, il tentativo di voler rendere la figura del medico simile a quella di un pubblico ufficiale che oltre alla pubblica salute deve controllare il pubblico ordine. E denunciare eventuali “irregolarità”.
Credo che come futuri medici sia necessario esprime la nostra più totale indignazione di fronte a simili leggi, che ci vincolerebbero nella nostra professione e professionalità. Sperando, un domani, di non essere obiettori per rispetto di un codice , che come le leggi , oggi, spesso non viene rispettato!
Punti Programmatici
- Crediti liberi
Chiediamo un regolamento chiaro e preciso sulla modalità di assegnazione dei crediti liberi, perché non può essere appannaggio della discrezionalità del docente di turno.
-
Frequenza obbligatoria
Proponiamo di eliminare la frequenza obbligatoria, tranne che per i tirocini professionalizzanti. -
Appelli
Proponiamo che vengano concessi almeno 6 appelli l’anno (due per sessione) e uno in una delle due sessioni straordinarie (Natale o Pasqua). -
Propedeuticità
Riteniamo che non possa esserci più di un esame avente come propedeuticità un altro esame dello stesso semestre. -
Necessità di informazione all’interno del corso di studi e della Facoltà
Ci impegniamo in prima persona a coinvolgere gli studenti nelle decisioni prese dal CdF e CCS, a tenerli informati su quanto avviene nell’intero Ateneo e a promuovere le loro proposte ed iniziative. Per questo chiediamo spazio nel Sito di Facoltà e la concessione di aule per assemblee e dibattiti. -
Collaborazione e comunicazione tra i corsi di studio della Facoltà di Medicina e Chirurgia
Il nuovo obiettivo della Medicina è il “farsi carico” globalmente della persona in senso multidisciplinare, grazie all’interazione di diversi professionisti sanitari. E se iniziassimo ad interagire da subito? - Valutazione della didattica post-esame
La disponibilità e l’impegno di un docente si scoprono grazie alle lezioni, ma l’attinenza tra il corso e la prova di valutazione e la validità di un testo consigliato si capiscono effettivamente solo dopo aver sostenuto un esame.
Cosa dicono i regolamenti
La gestione dei crediti liberi e la decisione di rendere una determinata frequenza obbligatoria sono, in base all’articolo 4 del Regolamento didattico generale dell’università di Padova, determinati dai Regolamenti didattici dei corsi di studio. (vedi http://www.unipd.it/regolamento_didattico/index.htm).
Questi corsi di studio sono “approvati, nel rispetto dell’articolo 12, comma 3 del decreto ministeriale 22 ottobre 2004 n. 270, dai competenti consigli di Facoltà, su proposta del consiglio di corso di studio interessato […]”.
Ogni Corso di studio dà indicazioni in merito al conseguimento dei CFU
(http://www.medicina.unipd.it/on-line/Home/Serviziperglistudenti/ComunicazionidaiCorsidiStudio.html):
“Corsi presso altri Corsi di Laurea o altre Facoltà
[...]. Il valore in crediti sarà stabilito dai docenti responsabili della registrazione dei 16 CFU sulla base dell’impegno richiesto e dell’attinenza del corso seguito agli obiettivi del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia. Si consiglia di chiedere un parere preventivo agli stessi via e-mail.
Partecipazione a corsi / congressi
Il valore in CFU riconosciuto potrà variare a discrezione dei docenti responsabili. Non sarà comunque inferiore al rapporto 20 ore = 1 CFU. Si consiglia di conservare copia del programma, e di registrare il congresso sull’apposito Allegato B”.
Più avanti, aggiunge poi:
“CERTIFICAZIONE DELLE ATTIVITA’
Le attività andranno debitamente certificate e la documentazione andrà presentata al docente responsabile al momento della registrazione. La certificazione può avvenire con i modelli di autocertificazione per frequenza di reparti o di corsi e congressi (ALLEGATI A e B) predisposti dal Corso di Laurea, controfirmati da un responsabile dell’attività seguita, o attraverso gli attestati ufficiali già predisposti dal Comitato Organizzazione delle attività.”
E “Valore in crediti
A parte le eccezioni previste da questo regolamento, vale il rapporto:
20 ore di attività = 1 CFU”
La nostra proposta
Noi vogliamo togliere quelle eccezioni che rimandano la registrazione di un credito alla discrezionalità del Docente. Non è possibile che uno studente al sesto anno scopra che i suoi crediti non vengono riconosciuti o sono riconosciuti parzialmente e che magari debba rimandare la laurea perché, ad esempio, gli mancano i due crediti di ricerca che non esistono nel regolamento, ma che i docenti registranti pretendono. Vogliamo un nuovo CHIARO regolamento, che elenchi anche tutti i corsi dell’Università di Padova, anche di altre Facoltà, giudicati pertinenti e che i crediti ad essi assegnati vengano attribuiti in base al Decreto Ministeriale, ovvero 20 ore di attività=1 CFU.
Il Decreto Ministeriale del 22 ottobre 2004, n.270 (http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0098Normat/4640Modifi.htm) recita infatti all’articolo comma 5 recita “Al credito formativo universitario, di seguito denominato credito, corrispondono 25 ore di impegno complessivo per studente; con decreto ministeriale si possono motivatamente determinare variazioni in aumento o in diminuzione delle predette ore per singole classi, entro il limite del 20 per cento.”
Non riteniamo quindi comprensibile perché un’esperienza in uno dei reparti convenzionati fatta al primo anno non venga riconosciuta e non vengano conferiti crediti in proporzione alle ore svolte. Senza poi contare quella discrezionalità totale nell’assegnazione dei crediti formativi quando si tratta di frequentare un altro corso in un’altra facoltà, seppur attenente al programma di studi e previo superamento dell’esame.
2. OBBLIGO DI FREQUENZA
Cosa dicono i regolamenti
Il Bollettino recita (pag. 15): “Lo Studente che non abbia ottenuto l’attestazione di frequenza ad almeno il 75% delle ore previste per ciascun Corso ufficiale di un determinato anno, nel successivo anno accademico viene iscritto, anche in soprannumero, come ripetente del medesimo anno di corso, con l’obbligo di frequenza ai corsi per i quali non ha ottenuto l’attestazione”. Ciò significa che, formalmente, se uno non ha il 75% delle ore di frequenza richieste per ciascun corso non può iscriversi all’anno successivo e il suo esame non è considerato valido, qualora superato.
Non capiamo il senso di ciò. Certamente la lezione è un momento importantissimo per lo studente: lo indirizza e guida nello studio e permette l’approfondimento di particolarità grazie all’esperienza che un docente, nel corso di una lezione frontale, può trasmettere. E’ interesse dello studente frequentare la lezione, appunto perché avviene una selezione degli argomenti da privilegiare per l’esame, in quanto più importanti o ritenuti tali dal docente, e può rivelarsi un momento di anticipazione interessante in vista di corsi che lo studente affronterà nella sua futura carriera universitaria. Tuttavia…
La nostra proposta
…il senso della lezione è di guidare lo studente ad acquisire quelle competenze e conoscenze che poi si rivelano grazie al superamento dell’esame. Non si capisce perché lo studente che superi un esame non possa vederselo riconosciuto, anche se non ha frequentato tutte le ore previste. Sarà utile, forse indispensabile per il buon superamento degli esami per gli studenti, ma questo, secondo noi, non basta per renderla obbligatoria.
Pensiamo infatti che ad uno studente particolarmente brillante, iscritto al primo anno, che finisca gli esami entro luglio, debba essere permesso di avvantaggiarsi per il secondo anno preparando un esame del terzo semestre da dare a settembre, prima dell’inizio delle lezioni, previa l’acquisizione di tutte le necessarie propedeuticità. E’ certamente vero che il caso citato è raro e che settembre è una sessione di recupero, ma non si capisce perché questo studente non possa avere la possibilità di accelerare il suo percorso di studi, nei limiti del possibile. Mentre è chiaro che per quanto riguarda i tirocini professionalizzanti la frequenza diviene indispensabile, non è chiaro perché lo debba essere per le altre lezioni.
3. APPELLI
Cosa dicono i regolamenti
Nel Regolamento Didattico di Ateneo si legge (art. 9): “Per sostenere gli esami relativi a ciascuna attività formativa lo studente dispone, per ciascun anno accademico, di cinque appelli:
• uno o due nella sessione successiva al periodo in cui si è svolta l’attività;
• uno o due nella sessione di recupero di settembre, nei quali è possibile sostenere gli esami relativi a tutte le attività formative svolte nei periodi precedenti;
• uno o due collocati in sessioni diverse dalle precedenti.
Le competenti strutture didattiche possono prevedere ulteriori appelli di recupero all’interno delle sessioni fissate dal Senato Accademico, eventualmente stabilendo specifiche limitazioni alla fruizione degli stessi. Il periodo intercorrente tra il primo e il secondo appello non potrà essere inferiore a dieci giorni per l’ordinamento trimestrale e a quattordici giorni per l’ordinamento semestrale.
Deroghe al numero minimo di cinque appelli possono essere approvate dal Senato
Accademico per le Facoltà che ne facciano motivata richiesta.”
La nostra proposta
Chiediamo che un professore faccia almeno 6 appelli l’anno (due per sessione d’esami) e 1 fuori sessione (Natale o Pasqua) e che lo studente possa tentare al massimo 5 appelli in un anno, senza salt’appello, ma potendo scegliere tra 8 date.
La presenza di esami propedeutici ad esami dello stesso semestre impedisce allo studente di organizzare in piena libertà la distribuzione dei propri esami e spesso subordina all’esito del primo esame della catena di propedeuticità la possibilità di accedere in regola all’anno successivo.
Es.: al secondo semestre del terzo anno, fisiopatologia generale (seconda parte dell’esame di patologia e fisiopatologia generale) è propedeutico per fisiopatologia medica e medicina di laboratorio.
5. Necessità di informazione all’interno del corso di studi e della Facoltà
Attualmente
La maggior parte degli studenti non conosce i propri rappresentanti. Per la verità, molti non sanno neanche di avere dei rappresentanti e quali sono gli organi che prendono le decisioni in merito ai loro studi. Questo si palesa emblematicamente nella scarsissima affluenza al voto durante le elezioni universitarie.
Sicuramente la stragrande maggioranza di responsabilità di questa situazione è imputabile agli studenti stessi, che magari non leggono bene tutti i Regolamenti di Ateneo o non si domandano nemmeno come sia organizzata l’università nella quale vivono un periodo così importante della loro vita.
Tuttavia, parte della responsabilità è attribuibile all’Ateneo stesso, che fatica ad individuare luoghi e momenti di coinvolgimento ed informazione.
Le nostre proposte
Siamo certi che l’Università di Padova considera gli studenti non solo come “consumatori” o “fruitori di un servizio”, ma anche come risorse preziose per dialogare e collaborare con i Professori nell’obiettivo comune di rendere il nostro Ateneo sempre più efficiente, competitivo, in grado di promuovere la ricerca e garantire a qualsiasi persona capace e motivata di migliorare la propria condizione di vita e le conoscenze proprie e della società.
Chiediamo quindi al nostro Ateneo di aiutarci a rimettere al centro l’importanza della attiva partecipazione.
Vogliamo e faremo di tutto affinché nel sito di facoltà www.medicina.unipd.it nel menù “Servizi per gli studenti” sia inserita una voce con scritto: “Comunicazioni da parte dei rappresentanti degli studenti”, in quanto rappresentanti istituzionali degli studenti all’interno della Facoltà.
Inoltre, chiediamo di poter utilizzare un’aula indicativamente una volta al mese (a seconda del periodo) per poter parlare direttamente con tutti gli studenti o i rappresentanti degli studenti della Facoltà.
Oltre a questi provvedimenti che mirano al coinvolgimento di tutti gli studenti e i rappresentanti, noi candidati di Studentiper garantiamo che saremo presenti, raggiungibili e disponibili per tutti gli studenti che necessitino di informazioni o che abbiano proposte e idee per migliorare il proprio corso di laurea, la propria Facoltà e in generale la vita universitaria nel nostro Ateneo.
6. COLLABORAZIONE E COMUNICAZIONE TRA I CORSI DI STUDIO DELLA FACOLTA’ DI MEDICINA E CHIRURGIA
Attualmente
Futuri medici, odontoiatri, biotecnologi, operatori della riabilitazione, tecnici di laboratorio, infermieri ed ostetriche, dietisti, assistenti sanitari, fisioterapisti, igienisti, logopedisti, ortottisti, assistenti di oftalmologia, audiometristi…
(http://www.medicina.unipd.it/on-line/Home/Offertadidattica/CorsidiLaurea.html)
I Corsi di Laurea della nostra Facoltà sono davvero molti e formano professionisti destinati a collaborare insieme con un obiettivo comune: la Salute.
http://www.medicina.unipd.it/on-line/Home/Offertadidattica/CorsidiLaurea.html
Ma voi sapevate che c’erano tutti questi corsi di laurea nella vostra Facoltà?
La nostra proposta
Si sono attivati anche corsi all’interno dei singoli corsi di studio per far capire l’importanza del lavoro d’equipe nell’approccio col paziente, specie se afflitto da malattie croniche od invalidanti.
Pensiamo che iniziare a conoscerci prima, magari organizzando uno o due momenti l’anno di confronto ed aggiornamento insieme, ci aiuterebbe nel collaborare al meglio anche nelle future professioni.
7. VALUTAZIONE DELLA DIDATTICA POST-ESAME
Attualmente
La valutazione della didattica viene fatta negli ultimi giorni di lezione di un corso.
Le domande chiedono allo studente di dare un punteggio alla disponibilità del docente, alla sua puntualità, alla chiarezza degli obiettivi, alla difficoltà e all’organizzazione di un corso
Tuttavia, non sempre le domande di un esame rispecchiano quanto sviluppato nel corso, specialmente quando a prepararle non è lo stesso docente che insegnato, ma magari quello dell’altro canale…
Inoltre, non sempre il testo consigliato è il migliore per la fruizione dello studente.
La nostra proposta
Proponiamo che, oltre alla valutazione che viene già fatta nelle ultime lezioni di un corso, si aggiunga un breve questionario da compilare alla fine di ogni Anno Accademico, per chi ha già superato l’esame, nel quale dare un voto alla attinenza tra corso e contenuti dell’esame, consigli su che argomenti approfondire meglio durante il corso e soprattutto una valutazione del libro di testo.
Il docente è tenuto a segnalare ai futuri studenti il libro che ha ottenuto maggiore consenso dagli studenti dell’anno precedente.
L’iniziativa è stata promossa e coordinata da Scipol in Progress, studenti di Medicina, Giurisprudenza, Scienze e Filosofia uniti nell’Associazione Studenti Per e dall’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica.
Verrà analizzato il tema “testamento biologico” dal punto di vista medico scientifico, sarà data lettura del ddl Calabrò e presentata la posizione ufficiale della Chiesa.
Un’ottima occasione per far sì che docenti di varie discipline tengano un incontro ad alto livello scientifico coinvolgendo gli studenti di tutto l’Ateneo.
Per ulteriori informazioni:
Manuela Mtanis 348-6511140















